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Censura: situazione mondiale attuale

Il grosso problema della censura è tornato alla ribalta in questi giorni, con la rivolta dal basso in birmania contro la dittatura militare. In questa occasione i capi della dittatura hanno scelto una linea che dire “dura” è riduttivo. Oltre all’uccisione di centinaia di persone, hanno agito anche in un’altra direzione: la chiusura delle informazioni.
E qual è il veicolo di informazioni più potente al mondo? Internet, ovviamente

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Infatti anche se la televisione ha un grande potenziale (espresso in puttanate, ma vabbè), internet è sempre più “fatto dal basso”, con blog, wiki e quant’altro. Quindi la dittatura birmana ha provveduto subito ad chiudere l’accesso ad internet a tutto lo stato, per evitare che foto e racconti agghiaccianti dei fatti della rivolta pacifica repressa nel sangue venissero svelati al mondo intero.
Ma ovviamente non finisce qui. Altri stati, in modo minore o semplicemente diverso, stanno attuando da anni una politica di censura su questo media che sta rivoluzionando continuamente il mondo (per esempio quante pubblicità in televisione rimandano al sito ufficiale per vedere il continuo della storia?).

Per questo motivo si è resa necessaria la creazione di progetti quale OpenNet Initiative, creato in collaborazione dalle università di Harvard, Oxford, Cambridge e Toronto per monitorare e segnalare i fattacci di cui si macchiano i governi dei vari paesi. In particolare:

Our aim is to investigate, expose and analyze Internet filtering and surveillance practices in a credible and non-partisan fashion. We intend to uncover the potential pitfalls and unintended consequences of these practices, and thus help to inform better public policy and advocacy work in this area

Ed il risultato dell’ultima ricerca è riportato sul sito del corriere: articolo di Massimo Gaggi.
In cui si fanno anche nomi di diverse ditte americane che esportano prodotti atti a limitare l’uso di internet attraverso filtri sui contenuti.
Che dire.. per ora in italia siamo al blocco dei dns, il che non è nulla rispetto a quello che succede in altri stati. Ma ciò non vuol dire che possiamo permetterci di sottovalutare il problema.

Dobbiamo sensibilizzare la gente a questo problema, facendo girare tutte queste informazioni, per poter dire la nostra al momento opportuno, con cognizione di causa.. altrimenti dovremo prepararci, come ipotizzava lastknight all’hackmeeting, a rispondere tra qualche anno alla domanda dei nostri figli “Papà, tu dov’eri quando ci hanno portato via Internet?”


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