Il Leader di Open Source Development Labs ha dichiarato mercoledi: “La Free Software Foundation deve spiegare urgentemente come il software che attualmente è gestito dalla General Public License corrente, interagirà con quello gestito dalla licenza in via di sviluppo”.
La General Public License governa innumerevoli progetti open-source e del regno del software libero. L’esempio più eclatante è il Kernel di Linux, ma anche altri importanti progetti quali il compilatore GCC, il Samba server e il database MySQL. La versione 2 della GPL è stata pubblicata nel 1991 e la fondazione sta disegnando un successore per far fronte ai brevetti software e all’amministrazione dei diritti digitali.
Stuart Cohen, Chief Executive di ODSL si chiede come coesisteranno la GPL2 e la GPL3 , domanda rivolta dirattamente all’avvocato Eben Moglen di FSF durante un incontro tenutosi a Chicago martedi e mercoledi.
Cohen dichiara “E’ tempo di ottenere le specifiche. E’ tempo per la FSF di scrivere e dire quali siano le regole. Moglen, tuttavia, ha un punto di vista differente e probabilmente non è indicato a chiarire il punto per ora. Dal mio punto di vista è prematuro commentare il rapporto fra il codice della licenza GPL2 e la GPL3, fino a quando quest’ultima non sarà ultimata, ma questa edizione ad ogni mondo non mi ha colpito.”
L’attacco di Cohen verso l’avvocato Moglen prosegue “Non è la prima volta che Moglen punta i piedi davanti alla pressione degli interessi corporativi. Moglen inoltre ha manifestato le preoccupazioni provenienti da Hewlett-Packard a riguardo della bozza attuale della GPL3 che includerebbe disposizioni inaccettabili di brevetto”
Fra i 47 membri del comitato B che hanno presenziato alla riunione di Chigago erano presenti rappresentanti di HP, IBM. Apple Computer, Novell, Trolltech, Red Hat e Hitachi. Questi rappresentanti secondo Cohen fanno capire la rilevanza che ha raggiunto in questi anni la licenza.
L’ODSL annovera fra i suoi membri anche Linus Trovalds il quale ha già ampliamente espresso la sua antipatia per la GPLv3 ed ha aspramente criticato i metodi di FSF.
La FSF suggerisce ai programmatori di specificare se il loro progetto è governato dalla licenza GPL2 o da una versione successiva, Trovalds ha giustamente ed esplicitamente scelto di usare la GPL2
Effettivamente sarebbbe davvero ora di capire cosa succederà con l’avvento della nuova GPL, quali libertà rimarranno e quali invece verranno sottratte al programmatore. Stiamo in campana.





