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I Parlamentari infrangono la legge Urbani
Ha dell’incredibile quello che è stato dichiarato dall’ex Ministro Maroni. Prima approvano leggi del tutto senza senso e poi si lamentano. W la Repubblica delle banane.
Con un intervista a Vanity Fair l’ex Ministro Roberto Maroni insorge contro la legge Urbani e si autodenuncia pirata per vedere come e se verranno raccolte le sue dichiarazioni in Parlamento.
L’ex Ministro dichiara “bisogna trovare un modo per togliere dall’illegalità questo sistema. Non è un problema legislativo, ma una questione sociale. E’ uno scambio da privato a privato, non c’è sfruttamento commerciale, io sento l’iPod…”
E qui io comincio a pensare che mi si stia prendendo per i fondelli; ma come? Tu sei un ex Ministro, tu eri al Governo quando quel decreto legge è stato votato e hai dato la tua approvazione e adesso mi vieni a parlare di questioni sociale e di iniquità? Durante i vari incontri con i professionisti del settore la questione sociale era già stata espressa e paventata più e più volte. Adesso salta fuori che uno scambio di file da privato a privato, e quindi non a scopo di lucro, non sarebbe nulla di male eppure la legge Urbani che tu hai votato prevede pene carcerarie fino a 3 anni, però adesso mi vieni a raccontare che infondo non è una cosa così grave se i file scaricati non vengono sfruttati dall’utente a scopo di lucro.
Non finisce qui, il bello deve ancora arrivare, l’On. Maroni prosegue dicendo “le grandi case discografiche facciano una iniziativa, coinvolgendo la comunità web, magari anche qualche hacker, per trovare una soluzione, in modo da passare dalla repressione, che non serve, alla collaborazione”. Adesso mi vieni a dire che la repressione non serve? No dico, adesso? Adesso parli di coinvolgimento della comunità della rete e di “qualche hacker” quando tutte queste persone hanno urlato invano e senza essere ascoltate per mesi allo scandalo dopo aver letto il decreto legge Urbani? Il Governo di cui tu eri un rappresentante ha votato quel decreto legge e nessuno di voi ha mosso un dito per impedirlo e adesso mi venite a dire che tutto questo non ha senso? Se imparaste ad ascoltare prima la voce del popolo che dovreste e sottolineo dovreste rappresentare non ci sarebbe nulla da recriminare adesso. Troppo facile adesso far passare per assurde leggi che voi stessi avete scritto ed approvato, troppo facile adesso fare la parte della sinistra […] sempre che in Italia ci sia ancora una precisa distinzione fra destra e sinistra, perchè io, come molti altri italiani stiamo facendo davvero fatica a distinguerla.
Andiamo avanti, Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente di Azione giovani di An, si scaglia contro l’IVA al 20% e dichiara “attualmente la musica è considerata un bene di lusso, con l’Iva sui cd al 20% il risultato è la pirateria. Chiunque preferisce un cd originale, ma per i ragazzi i costi sono proibitivi. E come Azione giovani siamo sensibili al problema”. Fantastico, sono tutti sensibili al problema, si preoccupano tutti adesso dopo che il danno è fatto, quello che continuo a chiedermi come cittadino italiano è questo: perchè dopo aver approvato una legge siete tutti contrari, sempre che questa legge non aumenti i vostri stipendi, li ovviamente nessuno osa dire nulla e finisce ad un voto unanime, perchè accade questo, io e tutti gli italiani abbiamo il diritto di sapere, anche se infondo la risposta già la conosciamo.
Non si è fatto ovviamente attendere il commento dell’Associazione Italiana Editori capitanata da Federico Motta che in qualità di Presidente ha dichiarato quanto segue: “è sconcertante che ex ministri e politici abbiamo un atteggiamento verso l’illegalità di questo tipo. E’ un’ammissione pura di legittimità al furto e del mancato rispetto delle leggi. Mai vista una cosa simile, succede solo in Italia” Mio carissimo Federico, quello che ha dello sconcertante è che un cd venga fatturato al 20%, quello che ha dello sconcertante è che gli autori guadagnano molto meno di voi e quindi sono d’accordo quando dici che cose simili succedono solo in Italia.
Il Presidente rilancia dicendo: “il problema non è la musica ma il rispetto del diritto d’autore”. Questi “signori” non hanno capito che eliminare il diritto d’autore - perchè di questo si sta parlando - significa privare in prospettiva il pubblico delle produzioni della proprietà intellettuale. Per noi, per la musica, il cinema, l’editoria, il mondo dei contenuti è un tema centrale perchè senza il rispetto del diritto d’autore noi non possiamo produrre nulla. Siamo determinati: faremo tutto il possibile per garantire il rispetto di queste leggi […] Sul rispetto del diritto d’autore non si scherza”
E chi ha parlato di eliminare il diritto di autore? Il diritto d’autore può essere tutelato, e non sfruttato come fate voi dell’Associazione Editori, l’astista può ricorrere a licenze creative common ad esempio e questo ormai sta diventando un dato di fatto, sempre più artisti iniziano ad usarle. Con licenze simili i vostri introiti non ci sarebbero e questo lei lo sa meglio di me, ma i guadagni andrebbero interamente all’artista, come è giusto che sia, l’artista distribuirebbe il suo materiale via internet azzerando così i costi di produzione e questo significa un guadagno per lui e un notevole risparmio per il consumatore. Mio caro Federico, noi italiani non scherziamo sul diritto d’autore, siete voi che voletevi prendervi gioco di noi.
Quello che in tutto questo dovrebbe far riflettere l’italiano è: come mai gli ex rappresentanti del Governo di destra stanno facendo discorsi come se appartenessero a fazioni di sinistra e come mai l’attuale Governo di sinistra non sta facendo assolutamente niente per riportare la situazione alla normalità? Siamo davvero una Repubblica delle banane? Ho il timore che la risposta sia si.
Meditate gente, meditate.
Si ringrazia html.it
Tags: internet, p2p, urbani
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