La notizia è stata diramata dall’ FBI in questi giorni. Il furto, di cui avevamo parlato in questo articolo, si è risolto per il meglio. E’ stato recuperato il portatile con i dati dei veterani. Voi avete mai sentito del recupero di un portatile rubato? E avete mai sentito che, dalle prime analisi, si riesca a dire “nessuno ha letto i dati”? Che dire.. storie all’americana. La notizia è stata diramata dall’ FBI in questi giorni. Il furto, di cui avevamo parlato in questo articolo, si è risolto per il meglio. E’ stato recuperato il portatile con i dati dei veterani. Voi avete mai sentito del recupero di un portatile rubato? E avete mai sentito che, dalle prime analisi, si riesca a dire “nessuno ha letto i dati”? Che dire.. storie all’americana.
Va bene, sono scettico di natura.. lo so. Forse è un limite, ma non sempre. Ditemi voi se qualcuno crede a questa storia: un portatile ed un disco esterno con dati (sensibili ma non troppo) vengono rubati dalla casa di un impiegato del Veterans Affair. Un mese dopo (quando ormai un portatile può aver fatto una fine qualsiasi) l’FBI annuncia di averlo trovato intatto. E già qua il primo commento potrebbe essere “che culo!”. Ma non finisce qui. L’FBI ora sostiene anche che dai primi esami risulta che la parte del disco esterno contenente i dati non è stata letta. Ma dai!
Come possono sostenere questo? Dall’analisi dei residui elettrici nei settori dell’hard disk (o altre analisi tecnicamente avanzate) o guardando la data di ultimo accesso che segna windows?No, perchè il dubbio viene. Se avessero clonato l’hard disk? Questa è un’operazione a basso livello, che di certo non modifica la data di lettura del file, perchè essa stessa è parte dei dati copiati.
Ma l’FBI preferisce un comunicato stampa ridotto ma significativo in cui placare le voci a riguardo, e far passare tutto il resto sotto silenzio Link (del tipo: dove lo hanno trovato? chi l’ha rubato? se non han provato ad accedere ai dati, lo hanno usato come sottobicchieri? ).
Attraversi le ricostruzioni sulla base di alcune interviste ai responsabili FBI, Forbes sostiene che il portatile e l’hd sono stati riconsegnati da una persona non meglio identificata, e non si sa se ha ricevuto il premio di $50.000 per il ritrovamento dei dati. Un’ultima notizia trapelata da sottolineare è la presenza di un documento in cui si attestava il permesso, da parte del responsabile dell’ufficio, all’impiegato (a cui poi hanno rubato il tutto ) di portarsi a casa i dati. Un’ottima precauzione farsi rilasciare un foglio firmato. Altrimenti il responsabile avrebbe potuto dire tranquillamente ” non se so nulla” per salvarsi il sederone e far licenziare il solerte impiegato.
Quindi tutto bene quello che finisce bene? Si, se crediamo alle favole targate FBI





