Benvenuto Visitatore

Folding @ Home - parte prima : introduzione

Breve presentazione di questo importante progetto di calcolo distribuito dell’università di stanford. E’ finalizzato allo studio delle proteine, per poter analizzare e combattere malattie di tipo genetico.

supportato da ArabianFenix

Da diversi anni ormai si è capito che l’informatica può aiutare in diversi campi applicativi scientifici. uno di questi è sicuramente la biologia.. al punto che si è coniato il termine di bioinformatica.
In questa area scientifica si cerca di studiare ed applicare algoritmi tipicamente informatici alla biologia.
Si parte per esempio dall’allineamento di sequenze, ampiamente usato per studiare il DNA, oppure dagli algoritmi su alberi e grafi per studiare la filogenesi.
E qui mi fermo con la parte introduttiva del background scientifico, che potete comunque approfondire qui.

Introduzione sul sito ufficiale del progetto:
” Folding@Home è un progetto computazionale distribuito per lo studio degli avvolgimenti, delle dissociazioni ed aggregazioni delle proteine e delle loro relative incidenze sulle malattie.”

In cosa consiste? beh, semplicemente si installa sulla propria macchina un client che, via web, raccoglie un “pacchetto” già pronto su cui effettuare dei calcoli lunghi e complessi utilizzando sapientemente le risorse della macchina ( nice in terminologia linux e non solo).

Quindi il client si connette all’inizio, scarica una working unit ed il core (di queste cose parlerò in un articolo più tecnico..) e comincia ad effettuare calcoli (divisi in step). Si può interrompere in qualsiasi momento e farlo ripartire senza troppi danni e praticamente va a sostituire il tempo di idle del processore.

Per quelli che non sapessero cos’è, cercherò di spiegarlo in breve.. praticamente il processore non può stare fermo, per cui si effettuano dei cicli a vuoto, chiamati appunto idle.

Che percentuale di utilizzo del processore pensate di avere?

A parte momenti di compilazione e altre operazioni onerose in termini di tempo macchina, il processore viaggia a molto meno della sua reale potenzialità.. quello che vi chiede questo progetto è di regalare alla scienza questi tempi morti del vostro processore… senza che intacchi il normale utilizzo del vostro computer.. e che dire, io sono più che favorevole, tanto più che mi interessa anche passare qualche minuto ogni tanto a leggere qualcosa sul sito, per capire su cosa le mie macchine stanno lavorando e come, nel mio piccolo, sto cercando di aiutare la scienza s qualcosa di veramente concreto: malattie genetiche.

voi da che parte state?

(Nel forum sezione Lab potete trovare qualche thread su questo progetto, per cui per qualsiasi richiesta scrivete pure)


Tags: ,

Post Correlati:

  • Nessuno

Posta un Commento

La tua email non verrà pubblicata o resa visibile a terzi. I campi obbligatori sono contrassegnati da *

*
*